Abbassiamo i toni: buone abitudini per bambini che urlano

Perché è importante abituare il bambino ad un uso corretto della voce, e come comportarsi quotidianamente con quei bambini che urlano anziché parlare.

La vivacità dei bambini è spesso associata ad un’idea di chiassosità.

Perché i bambini possono essere rumorosi nel muoversi, nel giocare… e nel parlare!

Perché è importante usare il giusto volume di voce?

Non è una questione di “dar fastidio”. O almeno, non solo.

I bambini che urlano frequentemente o che utilizzano costantemente un tono di voce molto alto, rischiano maggiormente (soprattutto se maschi) di sviluppare noduli vocali: veri e propri calli che si formano a livello delle corde vocali a causa del cattivo utilizzo della voce, e che richiedono poi una specifica terapia.

A tal proposito, se il tuo bambino grida spesso, se gli si “spezza” la voce mentre parla o rimane addirittura senza, se ti sembra di percepire una voce quasi sempre roca, ti suggerisco di effettuare una visita foniatrica per valutare con il medico specialista la presenza di eventuali irritazioni pre-nodulari o noduli già formati.

Perché un bambino urla?

Innanzi tutto perché è un bambino, e come tale può essere esuberante, avere un carattere estroverso ed esplosivo, e per questa natura essere più incline ad abusare della voce.

Possono poi esserci una serie di fattori scatenanti che portano il bambino ad urlare o parlare con un tono di voce molto alto:

– Fattori organici

E’ bene escludere qualunque difficoltà uditiva che, seppur lieve, può abbassare o alterare la percezione del suono: bambini con otiti frequenti, difficoltà respiratorie croniche, adenoidi, possono prendere l’abitudine di utilizzare un tono di voce alto a causa di queste problematiche, perché sentono meno o sentono male.

Anche in questo caso una visita specialistica (Medico Otorino ed eventuali prove audiometriche) permette di escludere o confermare queste difficoltà.

– Fattori comportamentali

Per un bambino, urlare può essere una strategia

utile per:

  • Attirare l’attenzione
  • Riuscire a farsi sentire in un ambiente molto rumoroso
  • Farsi ascoltare dall’adulto

e come tutte le strategie, se funziona, continua ad essere utilizzata fino a diventare una vera e propria abitudine.

Come aiutare i bambini a parlare senza strillare?

Sappiamo bene che dire ad un bambino “Non urlare!” o “Abbassa la voce!” non serve a niente.

Ciò che modifica in positivo questo atteggiamento sono semplici accorgimenti da adottare in famiglia che, se utilizzati quotidianamente, creano un ambiente favorevole all’uso corretto della voce anche da parte dei più piccoli.

– Essere i primi ad utilizzare il giusto tono di voce

Leggasi: dare l’esempio.
Se siamo noi adulti i primi a parlare costantemente a voce alta, a chiederci le cose urlando da una stanza all’altra, ad alzare la voce per parlarci l’uno sopra l’altro, possiamo poi rimproverare il nostro bambino di fare la stessa cosa?

– Ridurre al minimo il rumore di fondo

Il traffico con tanto di clacson e sirene, la televisione sempre accesa, la lavastoviglie in funzione, i vicini con Spotify a palla, … sono tutti rumori ai quali, ormai, siamo assuefatti ma che creano un “inquinamento acustico” di sottofondo sempre presente, che ci “costringe” a parlare a voce molto alta per farci sentire.
Ci sono momenti per guardare la tv, momenti per ascoltare la musica, cantare e ballare, momenti per passare l’aspirapolvere o trapanare, e momenti di comunità (stare a tavola, prepararsi, fare il bagnetto, leggere una storia,…) nei quali sarebbe buona pratica evitare di tenere accesi inutilmente rumori di sottofondo.

– Prestare attenzione nell’ascoltare il bambino

Spesso essere multitasking significa anche parlarci mentre cuciniamo, ci trucchiamo, cambiamo la lampadina,… facciamo cose.
E’ importante, per il bambino, sapere di essere ascoltato. Quando viene da noi per dirci qualcosa, se possibile, interrompiamo ciò che stiamo facendo, avviciniamoci a lui, guardiamolo negli occhi e lasciamolo finire di parlare: in questo modo non avrà necessità di alzare la voce.

– C’è un momento per tutti: anche per mamma e papà

Mamma e papà hanno diritto ad avere dei momenti per sé. E’ giusto spiegare al bambino che “adesso sto facendo questa cosa – magari spiegate brevemente cosa – quando finisco giocheremo insieme ma nel frattempo, scegliti un gioco che puoi fare da solo”. E’ importante insegnare al bambino che ognuno ha diritto ai suoi spazi, anche mamma e papà, e che non sarà urlando che riuscirà ad avere la nostra attenzione, ma torneremo da lui solo quando avremo finito.

– Ignorare le richieste “capricciose” che il bambino pone gridando

Quando un bambino grida per ottenere qualcosa, lo fa per tentare il tutto per tutto e perché ha capito che urlare funziona. Sarà successo che qualche volta mamma e papà, pur di non sentirlo, gliel’abbiano “data vinta” ed il bambino ha così imparato: se grido ottengo.
Se siamo disposti a sopportare un paio di mal di testa e tollerare un po’ più a lungo questi “capricci” ignorando le richieste che un bambino pone in questo modo, sicuramente scoraggeremo in lui l’uso di questa strategia.

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